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Dissalazione e recupero minerale: l’acqua che genera risorse

Dissalazione in Italia: Il nuovo quadro normativo dopo il Decreto Siccità

Il processo di dissalazione, ovvero la rimozione del sale e delle impurità dall’acqua marina, rappresenta oggi una risposta concreta alla siccità e alla scarsità idrica. Sebbene l’Italia ricavi attualmente solo lo 0,1% (Fonte ISTAT 2026) dei suoi prelievi dal mare, il quadro normativo sta cambiando grazie al Decreto Siccità (D.L. n. 39/2023), che promuove queste tecnologie per garantire l’approvvigionamento idrico a popolazioni, agricoltura e industria.

 

Progetti e infrastrutture in Italia

Un intervento di primaria rilevanza per la sicurezza idrica del Mezzogiorno è il dissalatore di Taranto (fiume Tara). Nonostante il vivace dibattito locale che ne accompagna l’iter, l’investimento di 100 milioni di euro stanziato da Acquedotto Pugliese punta a implementare tecnologie avanzate di osmosi inversa. Una volta a regime la struttura sarà in grado di erogare 60.000 m³ di acqua potabile al giorno, servendo una popolazione di circa 385.000 persone.

Analisi strategica: vantaggi e criticità

Come ogni tecnologia complessa, la dissalazione presenta benefici immediati e sfide operative che ne definiscono la sostenibilità nel lungo periodo.

 

I Vantaggi

  • Approvvigionamento costante: Garantito indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o precipitazioni irregolari. La disponibilità è potenzialmente illimitata, dato che gli oceani coprono il 71% della superficie terrestre.
  • Sviluppo economico locale: In regioni aride o con scarse risorse dolci, sostiene agricoltura, industria e turismo. È una soluzione strategica per le aree costiere stagionalmente molto popolate.
  • Qualità dell’acqua: Produce acqua di alta qualità, priva di contaminanti chimici e microbiologici spesso presenti nelle risorse idriche naturali.

 

Gli Svantaggi e le Sfide

  • Costi elevati: La costruzione e manutenzione comportano investimenti significativi. Il costo di produzione tramite osmosi inversa (0,50–1,00 USD/m³) è superiore a quello delle fonti convenzionali.
  • Consumo energetico: La tecnologia richiede mediamente 3–5 kWh per metro cubo d’acqua. Senza l’integrazione con energie rinnovabili, l’impatto climatico rimane una criticità rilevante.
  • Impatto ambientale e residui: Lo scarico delle salamoie (acque saline concentrate) può danneggiare gli ecosistemi marini se non gestito correttamente. Inoltre, i prodotti chimici usati per la pulizia delle membrane richiedono protocolli di smaltimento rigorosi.
  • Accessibilità: La necessità di infrastrutture adeguate e i costi di gestione rendono questa tecnologia non ancora accessibile a tutte le popolazioni.

La “Miniera Liquida”: estrarre valore dalla salamoia

La visione della Blue Economy trasforma la salamoia da scarto a risorsa. La sfida attuale della ricerca non è più solo lo smaltimento del sale, ma il recupero di minerali strategici per l’industria hi-tech:

  • Magnesio e Potassio: Essenziali per il settore agricolo e chimico.
  • Litio e Rubidio: Componenti chiave per la produzione di batterie e la transizione energetica.
  • Idrossido di Sodio: Uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha dimostrato come ricavare questa sostanza dalla salamoia per riutilizzarla nella manutenzione dell’impianto stesso, creando un ciclo chiuso.

Ricerca Europea e Nazionale

L’Unione Europea finanzia diversi progetti di ricerca sul recupero di risorse dalle salamoie, nell’ambito di programmi come Horizon 2020 e Horizon Europe. Tra questi, SEA4VALUE sviluppa tecnologie per recuperare minerali e metalli dalle salamoie di desalinizzazione, mentre altri progetti europei, come ZERO BRINE, che esplorano modelli circolari per trasformare la salamoia da rifiuto a risorsa.

In Italia, l’autorevolezza scientifica è presidiata dal CNR e dall’ENEA, che ha aperto linee di ricerca dedicate proprio al recupero di metalli e minerali dall’acqua di mare per l’economia circolare.

Conclusioni

In un mondo che necessita di acqua pulita, la desalinizzazione offre una soluzione promettente. L’adozione di tecnologie più efficienti, l’uso di energia rinnovabile e la trasformazione della salamoia in una risorsa economica possono mitigare gli svantaggi attuali. La dissalazione è destinata a giocare un ruolo cruciale nella gestione globale delle risorse idriche, specialmente per una penisola come l’Italia, proiettata nel cuore del mare.