Il progetto Italian Blue Route si afferma oggi come uno dei più ambiziosi laboratori di marketing territoriale in Italia. Nato come cammino concettuale, l’itinerario si è evoluto in un ecosistema concreto che mira a trasformare le bellezze storiche e paesaggistiche dei nostri comuni in un’esperienza di “turismo lento” e consapevole. In linea con la visione della Blue Economy, il progetto non si limita alla promozione turistica, ma punta a rigenerare l’appartenenza delle comunità locali e a valorizzare le identità dei borghi marinari attraverso tre dimensioni strategiche.
Il cuore pulsante di questa iniziativa ha trovato la sua prima applicazione concreta con il lancio della Lazio Blue Route. Questo primo tratto operativo non è solo un percorso, ma un vero e proprio “modello pilota” progettato per essere esportato su scala nazionale. Il segmento laziale si sviluppa lungo la dorsale tirrenica, collegando i borghi marinari e gli antichi approdi in un racconto che unisce terra e mare.
La Lazio Blue Route trasforma comuni come Civitavecchia, Fiumicino e Ostia in “Blue Destinations“, snodi fondamentali per un turismo esperienziale che valorizza il patrimonio sommerso, le tradizioni dei pescatori e l’archeologia costiera. Per approfondire le tappe, la mappa e le esperienze del tratto pilota, è possibile consultare il portale ufficiale: https://lazioblueroute.it/
Il tratto pilota della Lazio Blue Route copre circa 200 km e mira a entrare stabilmente nell’Atlante dei Cammini, raccordando territori chiave tra la Toscana e la Via Francigena del Sud. L’idea è fare del Lazio il fulcro da cui si diramano le rotte nazionali. Qui il turismo lento incontra la sostenibilità: il percorso facilita il transito di viaggiatori e pellegrini, offrendo un’alternativa di qualità ai flussi turistici tradizionali.
Il successo del modello laziale sta già attivando collaborazioni in altre regioni. In Sicilia, comuni come Messina, Avola e Noto stanno ipotizzando laboratori ispirati alla Blue Route, in stretta sinergia con la rete dei Musei del Mare.
A livello internazionale, l’importanza di queste rotte è confermata dal Blue Economy Report 2024 della Commissione Europea. Il progetto è stato presentato allo spazio Europa Experience con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento ufficiale tra gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa.
“La Blue Route conserva una sua originalità legata ai Borghi Marinari e agli approdi, che rappresentano la sedimentazione storico-culturale dell’uomo sul mare” – Massimo Castellano, Presidente Associazione MAR.
L’Italian Blue Route, partendo dal successo della Lazio Blue Route, dimostra che il turismo può essere un driver di rigenerazione se basato sulla valorizzazione del talento locale e sulla tutela degli ecosistemi. Per i giovani professionisti e le comunità costiere, questo progetto rappresenta la nuova grammatica dello sviluppo territoriale sostenibile.